Piero Ragazzi | DARWIN CLASS 107’
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DARWIN CLASS 107’

Ammiraglia della classe Darwin ha un’anima robusta per esplorare e viaggiare a lungo in grande autonomia. Parca nei consumi, offre una stabilità ineguagliabile per navigazione all’insegna del comfort. Interni con cinque cabine per dodici ospiti e sei di equipaggio.


Darwin Class 107 PoppaQual è l’irresistibile e segreto fascino dell’explorer in un tempo come il nostro ritmato da velocità e da un certo mettersi in mostra? La risposta è semplice: il comfort, la possibilità di scoprire rotte diverse con consumi e costi di gestione contenuti e l’ampio raggio d’azione in piena autonomia. Da cui: il piacere di esplorare. Ed è proprio su questo cardine che si basa la costruzione del nuovo Darwin Class 107’ esposto in anteprima mondiale all’ultimo salone di Cannes e vincitore del Premio Barca dell’Anno di Vela e Motore nella categoria Superyacht.

107’ (33 metri di lunghezza fuori tutto), 300 tonnellate di stazza lorda, quattro ponti, è realizzato in acciaio e alluminio, una struttura solida e rassicurante per navigare lontano, a lungo e accedere in “punta di piedi” in aree dove la natura merita rispetto. Sono, infatti, più di centoventi i giorni previsti dall’armatore per scoprire, in compagnia della famiglia, mete impossibili a bordo di altri tipi di yacht.
In base al progetto, Storm (questo il nome dello yacht) rinuncia a velocità sostenute (infatti la velocità massima dichiarata dal cantiere è di 12,8 nodi) e a linee filanti a vantaggio della robustezza, della comodità e dei grandi volumi interni, valori che fanno durare la barca nel tempo. Così il profilo bilanciato gli conferisce un look contemporaneo, le grandi finestra-ture permettono di godersi il panorama e la falchetta ribassata invita a un contatto con il mare più ravvicinato.

Darwin Class 107 SalottoMa conosciamolo da vicino partendo dagli interni che rispecchiano gusti e stili molto persona-li. Lo yacht, pensato per la massima customizzazione, è infatti caratterizzato da un gusto classico studiato dallo studio PFA Design di Fano che ha proposto abbinamenti ricercati e privi di eccessi: il legno noce e le pareti rivestite in stoffa o pelle (très chic). Il risultato è un’atmosfera yachting, resa ancora più calda dall’abbinamento di colori e tessuti di stile inglese e materiali pregiati, lavorati da artigiani che hanno vestito l’imbarcazione come fosse un abito. La stessa identica cura si ritrova negli alloggi dedicati all’equipaggio (sistemati a prua con accesso indipendente) arredati con il mede-simo tema delle zone di rappresentanza, per un totale di tre cabine e altrettanti bagni. A livello del main deck ci accolgono il luminoso salone che sfrutta i 7,70 metri di larghezza dello yacht, la zona pranzo collegata alla cucina dalle dimensioni paragonabili a quelle di unità di 45/48 metri e dove gli armatori amano mettersi ai fornelli. Dalla sala da pranzo attraverso la lobby si accede, procedendo verso prua, all’appartamento armatoriale arredato con gusto ricercato senza scadere nel “troppo” e completato dal suo bagno con vasca e doccia. L’impressione è di trovarsi in un’accogliente e vissuta casa di campagna, dove gli ambienti parla-no del suo proprietario attraverso oggetti, libri e quadri. Gli spazi dedicati agli ospiti sono invece ricavati nel ponte inferiore e distribuiti in quattro cabine (due matrimoniali e due con letti gemelli) ognuna con bagno proprio.

Darwin Class 107 LivingSaliamo sull’upper deck dove ci attardiamo nel salone studiato per l’intrattenimento con un lungo divano a L che invita anche alla lettura e alla conversazione. Bellissime le tappezzerie con motivi marini per un tocco cosy all’ambiente. Spingendoci più a prua entriamo nella timoneria caratterizzata da una plancia curva, lavorata a mano, che segue l’andamento delle finestrature, tre poltrone pilota, un divano per godere la vista durante la navigazione e apprezziamo la radio room adiacente alla plancia. Infine, una passeggiata sul sundeck dove, oltre a una seconda timoneria, troviamo un living all’aperto servito da una cucina completa.
Diversi gli accorgimenti per l’organizzazione delle zone tecniche in coperta progettati in funzione delle esigenze dell’armatore e del suo comandante, così come altri dettagli che rendono Storm il riferimento del segmento dei trawler che, come ha dichiarato Ennio Cecchini, a.d. del Cantiere delle Marche: «Con le sue 300 tonnellate di stazza lorda, Storm non è paragonabile a nessun altra barca della stessa lunghezza, e il volume è stato magistralmente utilizzato con un perfetto equilibrio tra le aree operative e quelle armatoriali».